Cgil - Confederazione Generale Italiana del Lavoro XIII Congresso Nazionale Cgil
CGIL
Confederazione Generale Italiana del Lavoro
XIII Congresso Nazionale

IL NUOVO PROGRAMMA FONDAMENTALE DELLA CGIL


Capitolo III

Autodeterminazione nel lavoro, democrazia economica e codeterminazione


1. La valorizzazione del lavoro

La Cgil per un progetto di società fondato sullo sviluppo sostenibile e il rispetto dell'ambiente, sulla piena occupazione, la promozione del lavoro autodeterminato, la trasformazione dello Stato sociale e la democrazia economica. in un processo di unificazione politica, economica e sociale dell'Europa.
La Cgil intende definire le sue strategie rivendicative e le sue iniziative nel campo della politica economica e sociale sulla base di un progetto di riforma civile che assuma a suo fondamento la tutela e la valorizzazione del lavoro sotto tutte le sue forme, partendo dal lavoro subordinato, ma includendo tutte le forme di lavoro autonomo in qualche modo collegate con il lavoro subordinato (attività di cura) o comunque svolte in modo eterodiretto (telelavoro, rapporto di collaborazione, lavoro a domicilio ecc.).
La tutela e la promozione del lavoro presuppone, nella fase presente, una politica del pieno impiego fondata su una politica di sviluppo commisurata alla salvaguardia dell'equilibrio ecologico, al risanamento dell'ambiente, e e capace di valorizzare tutte le forme di occupazione contrattualmente tutelate e di accrescere al contempo le opportunità di cambiare le forme esistenti di organizzazione del lavoro; in modo da migliorare la qualità e la professionalità delle prestazioni; il grado di autodeterminazione del lavoro, gli spazi di autonomia decisionale dei lavoratori; e la partecipazione alle decisioni che attengono agli obiettivi quantitativi e qualitativi di produzione di beni o di servizi come alla determinazione di tutti gli strumenti necessari alla qualificazione professionale del lavoro e alla formazione di nuove competenze nel lavoro. La politica di riduzione degli orari di lavoro, a cominciare dagli orari di fatto, è, a sua volta, inseparabile dalla modifica delle forme di organizzazione del lavoro e dalla messa in atto di un sistema di formazione permanente dei lavoratori.
Il conseguimento di tali obiettivi presuppone infine una riforma complessiva dei servizi assicurati dallo Stato sociale, dalla previdenza, all'assistenza sanitaria, alla formazione, al governo del mercato del lavoro; partendo dalla creazione di nuove sinergie fra questi diversi settori di intervento; a un sistema di finanziamento che realizzi complessivamente un maggior grado di solidarietà generale fra tutti i cittadini; da una crescente personalizzazione dei servizi e dei trasferimenti, in modo da superare le enormi disuguaglianze che vengono a crearsi, nel mondo del lavoro, in ragione delle diverse condizioni di lavoro, di occupazione, di qualificazione e di salute; da un decentramento delle strutture dello Stato sociale, valorizzando il ruolo delle collettività locali e l'apporto che può recare alla creazione di una comunità solidale nel territorio, il lavoro volontario, le attività no-profit, e quelle imprese che si sottopongono ai vincoli di un servizio di interesse collettivo.
Cosè concepita la trasformazione dello Stato sociale può diventare, con la creazione di un vero e proprio mercato sociale, uno degli strumenti essenziali di una politica di pieno impiego.
Questo progetto generale per la realizzazione del quale la Cgil intende impegnare nei prossimi anni tutte le sue energie, costituisce il criterio fondamentale al quale ispirare le politiche rivendicative e organizzative dei sindacati e delle strutture aziendali che aderiscono alla Confederazione.

2. Ampliare i confini della democrazia all'impresa

La valorizzazione del lavoro e dei lavori e la conquista di nuovi spazi per l'autodeterminazione nel lavoro, ossia la subordinazione dell'organizzazione del lavoro, della progettazione e dell'uso delle tecnologie, dei processi che incidono sulla prestazione di lavoro alle esigenze di salvaguardia della salute, della crescita delle primarie possibilità di espressione creativa dei lavoratori, dello sviluppo culturale e professionale, delI'autorealizzazione nel lavoro e di partecipazione, attiva, consapevole e informata, dei lavoratori alle scelte manageriali, costituiscono, per la Cgil, la priorità assoluta della sua iniziativa rivendicativa e della sua strategia di democrazia economica tendente ad estendere le regole della democrazia al governo dell'impresa e al governo dello Stato sociale.
L'autodeterminazione nel lavoro, come tappa verso la liberazione del lavoro, comporta quindi un'azione coordinata sul piano contrattuale e legislativo e la conquista di pratiche di codeterminazione, che consentano, pur tenendo conto dei vincoli dell'efficienza, di adeguare progressivamente l'uso dei diversi fattori economici e tecnici della produzione alle esigenze insopprimibili di dignità, di autonomia e di autorealizzazione della persona umana. L'autodeterminazione nel lavoro è la strada che la Cgil intende percorrere per conquistare gradualmente un lavoro a misura della persona, un'impresa a misura del lavoratore cittadino, un'organizzazione sociale e un tempo di vita improntati alla salvaguardia dei diritti politici e sociali delle persone che lavorano.
Questa strategia contrattuale e legislativa assume come primi traguardi il superamento dei lavori ripetitivi, monotoni, nocivi e dequalificati anche attraverso l'alternanza, I'arricchimento delle prestazioni e la riduzione degli orari. Il diritto all'autodeterminazione nel lavoro, nasce dal diritto dei lavoratori, come collettività, di partecipare, attraverso il conflitto sociale e attraverso le conquiste di forme di codeterminazione, prima di tutto al governo consapevole della loro prestazione e al governo consapevole dell'organizzazione del loro lavoro.
La conquista del diritto dell'autodeterminazione del lavoro comporta, quindi, un duro conflitto con le posizioni di potere, i monopoli del sapere, le pigrizie e le inerzie culturali, le resistenze conservatrici, che ispirano la condotta di molti sistemi gerarchici, nell'impresa, nello Stato sociale, nella pubblica amministrazione; e una strategia di democratizzazione dei poteri gestionali, che può influire anche sugli assetti proprietari esistenti.
La conquista di spazi di codeterminazione nell'organizzazione del lavoro, nella qualificazione del lavoro, nell'uso e nella progettazione di nuove tecnologie, nella socializzazione dei sistemi di informazione, nel governo e nella riduzione del tempo di lavoro, nella fissazione dei vincoli ambientali ed ecologici, richiede quindi un'azione conseguente e intransigente del sindacato, per conquistare la sperimentazione graduale di questi obiettivi.

3. La partecipazione alle decisioni d'impresa

La democrazia economica, che la Cgil intende promuovere e praticare con la sua iniziativa contrattuale e politica deve tendere alla regolamentazione istituzionale del diritto alla partecipazione, assunto come uno degli obiettivi primari del Programma.
Il diritto alla partecipazione, che la Cgil intende conquistare e generalizzare, è innanzitutto un diritto, di cui i lavoratori sono titolari a partecipare alle decisioni dell'impresa, di un servizio dello Stato sociale, e a concorrere, attraverso il confronto e la concertazione, alle decisioni di politica economica del governo e del Parlamento.
La democrazia economica che la Cgil intende promuovere può anche comportare l'adozione di forme concordate di utilizzazione o di ripartizione di risorse, conferite dai lavoratori, dalle imprese o dalle istituzioni dello Stato sociale, e quindi anche la costituzione di fondi di investimento finalizzati al finanziamento di servizi specifici o alla realizzazione di politiche macroeconomiche. Ma anche in questi casi essa deve garantire: La democrazia economica che la Cgil intende promuovere nelle imprese, nei servizi collettivi e nelle istituzioni dello Stato sociale deve potere garantire, in ogni caso, attraverso rigorose norme elettorali, di controllo e di verifica periodica, e attraverso l'attivazione di un sistema capillare di informazione, il coinvolgimento effettivo di un numero crescente di lavoratrici e di lavoratori nella pratica della partecipazione alle decisioni e della codeterminazione; promuovendo a questo scopo la rappresentanza organizzata dei lavoratori utenti nelle istituzioni di controllo, e la diffusione delle associazioni volontarie e di tutela dei lavoratori e dei cittadini.
La democrazia economica che la Cgil vuole conquistare e diffondere non è nè la lottizzazione sindacale di risorse umane e materiali che appartengono alla collettività, nè la "democrazia degli esperti", che decide in nome dei lavoratori, prescindendo dal loro mandato e dal loro controllo.

4. Contrattazione collettiva e codeterminazione

La contrattazione collettiva dei sistemi di informazione, dei regimi e delle riduzioni di orario, delle flessibilità e della mobilità del lavoro, dell'inquadramento professionale, del collegamento fra la dinamica salariale e la "programmazione per obiettivi" deve costituire un supporto fondamentale alla sperimentazione di forme di codeterminazione e di democrazia economica, fondate sulI'attivazione di rapporti di cooperazione fra lavoratori e fra lavoratori e sistemi manageriali, con l'assunzione di reciproci doveri e responsabilità, nella certezza dei diritti di ognuno.
Allo stesso modo la legislazione può offrire un utile sostegno alla libera sperimentazione di forme di democrazia economica e di codeterminazione. La Cgil si impegna in modo particolare a sostenere: In questo quadro la Cgil si impegna alla creazione di una struttura permanente dove si possano sistematicamente confrontare le esperienze di contrattazione e i saperi organizzati in modo da dar vita a una comunità scientifica allargata, produttrice di nuova progettualità, per la diffusione di forme di democrazia economica.

5. Il sindacato e la cooperazione

La Cgil si impegna a promuovere e sostenere le iniziative di costituzione di imprese cooperative fra lavoratori.
La cooperazione può tornare ad essere una delle forme più avanzate di democrazia economica se riuscirà a recuperare pienamente i suoi connotati d'origine, i quali costituiscono la ragione d'essere del sostegno del sindacato e dello stesso intervento pubblico a suo favore: La Cgil considera che la pratica di un'autentica democrazia economica comporti anche una sua iniziativa per un effettivo rinnovamento e per una democratizzazione diffusa dell'impresa cooperativa, anche attraverso il consolidamento e la qualificazione di un sistema autonomo di contrattazione collettiva autonoma e di più avanzate relazioni sindacali. Tali relazioni sindacali dovranno dare una certezza di rappresentanza sindacale ai soci-lavoratori per consentire loro di contare nelle scelte dell'azienda cooperativa. Dovrà altresè porsi l'obiettivo di garantire agli stessi soci-lavoratori l'applicazione dei diritti previdenziali e normativi e di legge e il trattamento economico e normativo di base previsto dai contratti nazionali a seconda dei diversi settori di appartenenza della cooperativa.
La Cgil si impegna ad adottare iniziative autonome per la promozione e la progettazione di esperimenti di democrazia economica, quali la costituzione di servizi di monitoraggio e di programmazione e di centri sperimentali nei settori:


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