CGIL
Confederazione Generale Italiana del Lavoro
XIII Congresso Nazionale
IL NUOVO PROGRAMMA FONDAMENTALE DELLA CGIL
Capitolo II
La Cgil di fronte alle sfide del Duemila
Il sindacato dei diritti contro le corporazioni
1. Garantire l'uguaglianza delle opportunità per tutte e per tutti
L'azione per garantire, con la conquista di nuovi diritti sociali
di cittadinanza, I'uguaglianza dei diritti, delle libertà e delle
opportunità per tutti i diversi soggetti del mondo del lavoro,
per tutte le donne e gli uomini che vivono in Italia per nascita
e immigrazione e che svolgono un'attività ancora subordinata, e
la coerenza degli obiettivi di politica rivendicativa, e di
politica economica e sociale del sindacato con queste priorità,
costituiscono i caratteri preminenti del sindacato generale,
solidale e volontario, che la Cgil intende diventare, di fronte
alle trasformazioni che si determinano alla fine di questo
secolo, nel mondo del lavoro e nei rapporti di lavoro.
Da ciò discende la natura anticorporativa del sindacato generale
che vogliamo rafforzare: Ia volontà di combattere ogni posizione
di monopolio protetto nella rappresentanza dei lavoratori,
nell'accesso al lavoro o nell'accesso alla qualificazione.
Da ciò discende il suo impegno a non subordinare la solidarietà
volontaria e gli interessi generali dell'intero universo della
classe lavoratrice all'accrescimento o alla difesa di privilegi
particolari e al consolidamento di posizioni di potere da parte
di gruppi sociali particolari o di corporazioni di mestiere.
La Cgil, come sindacato generale dei diritti e delle solidarietà,
assume come un vincolo ineludibile della sua azione rivendicativa
l'affermazione e la diffusione di nuovi diritti sociali e
politici, I'assunzione dei doveri e delle responsabilità che ne
discendono, la salvaguardia dell'uguaglianza delle opportunità
fra tutti i lavoratori nella distribuzione dei redditi e dei
poteri. A tal fine decide di introdurre nella contrattazione la
clausola della giustizia di genere, secondo la quale le politiche
e gli interventi sia economiche che sociali devono comportare
pari benefici per gli uomini e per le donne.
E questa natura del sindacato generale, soggetto di un inedito
progetto di democrazia, e interprete dell'interesse generale dei
lavoratori a una nuova distribuzione dei diritti, dei poteri e
delle responsabilità, nell'impresa come nella società, che
conferisce al sindacalismo confederale un ruolo di soggetto
politico autonomo.
I diritti individuali
I diritti individuali di cittadinanza sociale che vengono assunti
come obiettivi prioritari dell'azione della Cgil in Italia e in
Europa sono, innanzitutto, i diritti già riconosciuti dalla
legislazione e dalla contrattazione, ai quali mancano però, in
molti casi, i necessari strumenti di sostegno per la loro
generalizzazione e per garantire, anche ai soggetti più
sfavoriti, uguali opportunità, nell'intero corso della loro vita
e del loro lavoro, di acquisire il loro effettivo godimento.
Il diritto al lavoro
Esso deve tradursi in politiche economiche e sociali per la
massima occupazione, coordinando i tradizionali strumenti per il
sostegno e la promozione di una nuova occupazione con nuove
misure per la redistribuzione del lavoro.
Il diritto al lavoro deve tradursi progressivamente:
- nel diritto all'uguaglianza delle opportunità nell'accesso al lavoro;
- nell'accesso alla professionalità e alla formazione;
- nel diritto alla scelta del proprio lavoro, il quale comporta, a sua
volta, il diritto effettivo alla mobilità territoriale e
professionale;
- nel diritto di ciascuna e ciascuno a un'uguale
remunerazione per lavori di uguale valore;
- nel riconoscimento e nella valorizzazione del lavoro di cura e di riproduzione sociale
che, non retribuito e assegnato alle donne, ne determina la
collocazione marginale nel mercato del lavoro.
Il diritto alla tutela nella ricerca di un'occupazione e di fronte alla disoccupazione
Ovvero:
- il diritto alla tutela legale e sindacale delle donne e
degli uomini che lavorano, in particolare nel caso di perdita del
lavoro, per decisione altrui (o per motivi non riconosciuti
validi dalla legge e dai contratti). In tutti i luoghi di lavoro
pubblici e privati, ottenere giustizia è diritto primario di ogni
cittadino; la crisi della giustizia impedisce in modo sempre più
allarmante che venga assicurata ai lavoratori e ai cittadini la
tutela dei propri diritti;
- il diritto a pari opportunità
nell'accesso agli strumenti di sostegno del reddito e agli
strumenti di riqualificazione e di reinserimento, finalizzati al
conseguimento di un'occupazione di contenuto professionale e di
responsabilità non inferiori a quelli esistenti nell'occupazione
precedente.
Il diritto allo studio, alla formazione, alla cultura
Ovvero:
- il diritto allo studio e alla formazione deve
progressivamente esplicarsi nel diritto alla formazione
permanente delle lavoratrici e dei lavoratori, con uguali
opportunità per tutti i soggetti deboli del mercato di lavoro,
nel corso di tutta la loro vita;
- il diritto a beneficiare,
sulla base di criteri equi e condivisi, delle strutture formative
delle imprese e delle pubbliche istituzioni;
- il diritto delle
donne, dei giovani e degli anziani ad alternare, con il sostegno
della collettività, studio e lavoro;
- il diritto di immigrate e
di immigrati di fruire di particolari e differenziati canali
formativi, tali da facilitare il loro accesso alle
professionalità più qualificate, e, nello stesso tempo, tali da
favorire sia la salvaguardia dell'identità delle diverse etnie
sia la loro convivenza solidale in una società plurietnica;
- il diritto alla cultura, come diritto alla fruizione effettiva di
servizi e attività culturali, alla partecipazione a iniziative
culturali, ricreative e sportive, all'uso di tutti gli strumenti
di socializzazione della cultura, in tutte le sue forme;
attraverso un intervento della collettività che consenta
l'accesso di tutti i cittadini alle manifestazioni e alle
attività culturali e che assicuri ai lavoratori intellettuali e
artistici condizioni di vita e di lavoro adeguate alla crescita
di questo settore essenziale della vita collettiva;
- il diritto a un'informazione pluralista, obiettiva, completa e imparziale,
aperta alle diverse opinioni e tendenze politiche, sociali,
culturali; rispettosa delle norme anti trust, delle leggi
sull'editoria, delle identità religiose ed etniche, che esprima
il valore della differenza di genere, e che sia fruibile dai
giovani. Un'informazione conforme ai princèpi di libertà e di
espressione dei diritti sanciti dalla Costituzione. Occorre
quindi una nuova proposta culturale e politica capace di
organizzare i soggetti collettivi degli utenti come "terzo
soggetto", che deve avere titolo al controllo concernente la
multimedialità dei messaggi trasmessi o stampati e la rete di
diffusione, a garanzia anche di pari opportunità nelle fasi di
vendita dei vari "prodotti" di informazione.
Il diritto alla salute, al controllo dell'ambiente,
alla riabilitazione, alla pensione e ai servizi per i lavoratori anziani
Ovvero:
- il diritto alla salute e all'assistenza sanitaria, che
deve progressivamente esplicarsi nel diritto a un'azione pubblica
o collettiva di prevenzione delle malattie, degli infortuni e dei
rischi di natura ecologica;
- il diritto al controllo delle donne
e degli uomini che lavorano sulle condizioni di salubrità e di
non pericolosità, di non inquinamento, nell'azienda e nel
territorio, dei lavori eseguiti;
- il diritto alla riabilitazione
fisica e psichica per i lavoratori handicappati e all'adattamento
alle loro condizioni di accesso al lavoro e dei loro strumenti di
lavoro;
- il rispetto dei diritti del malato di mente, come
mantenimento nel suo contesto sociale o familiare con i necessari
interventi terapeutici, riabilitativi e di integrazione, anche
attraverso l'istituzione di strutture intermedie;
- il diritto delle lavoratrici e dei lavoratori anziani di beneficiare di una
pensione tale da assicurare in ogni caso un'esistenza dignitosa,
e di godere di servizi collettivi finalizzati a tutelare il loro
diritto alla salute e alla riabilitazione, allo studio, alla
formazione e alla cultura.
I diritti dei portatori di handicap
Ovvero:
- il diritto alla salute, fondato sulla prevenzione
neonatale, sulla riabilitazione e cura, attraverso il
potenziamento di tutte le strutture e servizi necessari;
- il diritto al lavoro, anche attraverso una legislazione sul
collocamento obbligatorio che superi i limiti delle attuali
normative;
- il diritto allo studio, attraverso un'effettiva
integrazione fra scuole e servizi sanitari, per una maggiore
conoscenza multiprofessionale dell'alunno e per stabilire
itinerari scolastici e riabilitativi coordinati;
- il diritto allo sport e alla mobilità;
- il diritto di accesso all'informazione, sia come fruizione del servizio pubblico, sia
come corretto comportamento dei mass-media nei confronti della
realtà handicap.
Il diritto a un reddito
Le donne e gli uomini che lavorano, attivi o pensionati, e
cittadini che non possono e non hanno potuto esercitare
un'occupazione o disporre di una remunerazione adeguata al loro
sostentamento, hanno diritto a un reddito che garantisca loro
un'esistenza dignitosa e i mezzi per ricercare un inserimento
nella vita attiva.
Ovvero:
- la collettività deve garantire a questi cittadini
(handicappati o invalidi, disoccupati, anziani, occupati
saltuariamente o con rapporti di lavoro stagionali) un reddito
differenziato secondo criteri e parametri selettivi;
- per i cittadini anziani, o portatori di handicap e di invalidità privi
di ogni possibilità-capacità di lavoro e privi della possibilità
di usufruire di altri redditi, la collettività deve garantire un
reddito minimo vitale integrato da servizi sociali per la cura
della persona;
- per i cittadini disoccupati il sostegno al
reddito che la collettività deve assicurare deve essere
commisurato e variato nella sua entità e nella sua durata in
relazione alla partecipazione a processi formativi e ad attività
socialmente utili;
- per i cittadini saltuariamente o solo
stagionalmente occupati il sostegno al reddito che la
collettività deve assicurare va commisurato alI'entità e alla
durata al reddito da lavoro percepito;
- il sostegno al reddito
della famiglia (legale, di fatto, monoparentale) deve
configurarsi in relazione alla condizione di reddito globale,
alla sua composizione numerica, alla condizione lavorativa o meno
dei suoi membri, come riconoscimento del lavoro di cura.
Il diritto alla maternità e alla paternità
Il diritto alla maternità e alla paternità va realizzato
attraverso la rigorosa salvaguardia, prima di tutto nel lavoro,
dell'integrità fisica e psichica della lavoratrice e del
lavoratore e attraverso il sostegno e la socializzazione di una
parte consistente del lavoro di cura nei confronti dei bambini e
la redistribuzione del lavoro di cura all'interno del nucleo
familiare.
Il diritto al rispetto della persona, della sua dignità
e alla sicurezza
Ovvero:
- Il diritto al rispetto della persona e della sua
dignità, che va riconosciuto in tutti i campi della vita sociale
e dei rapporti interpersonali, deve trovare un suo terreno di
immediata applicazione, che assume un valore emblematico per
tutti i cittadini, nella repressione di ogni forma di molestia
sessuale nei confronti delle donne;
- il diritto alla sicurezza
delle persone, perseguito attraverso politiche di integrazione
sociale che riducano al minimo fenomeni quali l'emarginazione, la
devianza criminale, con sistemi efficaci di segnalazione e
superamento di condizioni di pericolo.
I diritti dell'infanzia
Il diritto dell'infanzia alla salute, al gioco, all'educazione è
una condizione indispensabile anche per assicurare pari
opportunità alla tutela da abusi sociali e da ogni forma di
violenza. E decisiva pertanto l'istituzione scolastica pubblica,
come luogo privilegiato di intervento in cui sviluppare forme di
partecipazione integrata nella gestione dei servizi. E necessaria
la prevenzione contro ogni forma di sfruttamento del lavoro
minorile, che resta un cardine di una nazione civile.
I diritti individuali di cittadinanza sociale
Alcuni diritti individuali di cittadinanza sociale devono essere
ancora conquistati come diritti universali, attraverso l'azione
contrattuale e legislativa promossa dal sindacato, in Italia e in
Europa, conquistando una nuova definizione di cittadinanza
sociale che abbracci tutte/i coloro che vivono e lavorano su un
territorio, anzichè essere vincolata a una nozione giuridica di
nazionalità.
Fra questi, in primo luogo, il diritto alla conoscenza,
all'informazione e alla formazione.
Ovvero:
- il diritto all'informazione delle lavoratrici e dei
lavoratori sui contenuti del loro lavoro, sulle scelte produttive
e organizzative delle imprese, sulle condizioni di salubrità e di
sicurezza dei lavori, sulle innovazioni tecnologiche e
organizzative dell'impresa nazionale o multinazionale e sulle
loro implicazioni per l'occupazione, per i contenuti
professionali delle prestazioni richieste, per le condizioni
generali di lavoro.
La conquista di pari opportunità nell'esercizio di questo diritto
costituisce la condizione insopprimibile per l'esercizio di
qualsiasi forma di partecipazione e di cooperazione volontaria e
consapevole, su basi di parità, alle decisioni dell'impresa e al
governo del lavoro. Essa costituisce il fondamento primo
dell'assunzione, da parte del lavoratore e della lavoratrice, di
responsabilità e di doveri verso la collettività dei lavoratori e
verso l'impresa, nella prestazione della loro attività.
Nella società moderna il governo democratico dei mezzi di
comunicazione e il controllo delle banche dati sarà sempre più
determinante. La Cgil pone tra i suoi obiettivi strategici quello
che venga assicurata ai cittadini e all'utenza organizzata
un'informazione corretta e pluralista. Premessa e condizione di
questo diritto è la garanzia che l'informazione si possa
esercitare in piena autonomia, indipendenza e professionalità.
Questo diritto non potrà che basarsi sulla centralità del
servizio pubblico, e su una regolamentazione legislativa
dell'intero sistema della comunicazione, che fornisca la più
completa garanzia di libera utilizzazione dei sistemi di
trasmissione e dei mezzi tecnologici.
I diritti collettivi
I diritti collettivi di cittadinanza sociale, che debbono trovare
un sempre più forte consolidamento e una progressiva
realizzazione attraverso la contrattazione e la legislazione,
sono in primo luogo:
- il diritto all'organizzazione sindacale
volontaria in tutti i luoghi di lavoro e il diritto dei
lavoratori e dei sindacati di verificare la rappresentatività
delle organizzazioni e il loro mandato a contrattare, attraverso
l'agibilità di strumenti riconosciuti, di suffragio e di
consultazione;
- il diritto alla contrattazione collettiva di
tutti gli aspetti del rapporto di lavoro;
- il diritto del
sindacato a partecipare, sulla base di un mandato di tutti i
lavoratori interessati, a tutte le decisioni innovative
dell'impresa, in modo particolare per quanto attiene
all'organizzazione del lavoro e all'adozione di nuove tecnologie.
Per la Cgil la conquista di questi diritti sociali di
cittadinanza e l'azione per garantire a tutte le donne e a tutti
gli uomini che lavorano uguali opportunità nel loro godimento,
rifiutando qualsiasi discriminazione di sesso, di età, di etnia o
di cultura, costituisce un impegno assoluto, che legittima il suo
patto fondativo e il mandato di rappresentanza che esso richiede
ai lavoratori non organizzati. Questi diritti costituiscono una
materia indisponibile per la negoziazione sindacale. Soltanto la
promozione e l'estensione del loro godimento possono essere
oggetti di contrattazione. Essi non possono essere scambiati
dalla Cgil con miglioramenti economici o contropartite di
qualsiasi natura.
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